mercoledì 13 dicembre 2017

Frittura di cervelli (2)

Dopo aver buscato la mazzata dal suo ex-presidente, adesso il Tomo delle Facce di Merda la busca anche dal suo ex-vicepresidente. E non in termini morbidi: ha detto testualmente, riguardo al TFM e ai soRcial simili, che si tratta di “strumenti che stanno facendo a pezzi il tessuto sociale del modo in cui funziona la nostra società”. Il meccanismo dei “mipiace”, dei cuoricini, delle iconcine, del “clicca prima e leggi dopo mai” sta davvero distruggendo un pezzo alla volta la mente dei webeti che ci passano le giornate, e con essa la società in cui viviamo.

Si intravede forse dietro l’angolo il momento in cui il TFM e gli altri soRcial verranno finalmente chiusi senza se e senza ma? Questi ex-pezzi grossi del TFM riusciranno in quest’impresa? È da mo’ che lo auspico.

martedì 12 dicembre 2017

Si congela anche il buon senso

Ogni tanto gli amici dalla Valle d’Aosta mi passano qualche chicca. Questa è proprio succosa.

Neve d’inverno in una regione di montagna? E che problema c’è? Tanti, davvero tanti…

  • Strade da schifo, soprattutto nella stessa Aosta, marciapiedi non puliti, gente costretta a camminare in mezzo alla strada con tutti i rischi del caso – e, tra la gente e l’amministrazione comunale, danno tutti l’impressione di non aver mai visto la neve. In una regione di montagna. A dicembre. Oddio oddio la neve mamma mia come facciamo. Mah.
  • Tutto chiuso per neve – incluso, ironicamente, l’assessorato regionale ai trasporti e turismo – ma le scuole no, le scuole vanno aperte a tutti i costi, tanto per dimostrare di essere i primi della classe. Uno dei miei amici valdostani ha portato i figli a scuola – e si sono trovati in pochi, senza nemmeno gli insegnanti, quindi che cazzo di lezione hanno fatto ieri? Un giorno di chiusura non avrebbe fatto male: i bambini non avrebbero corso rischi a passare in mezzo alla strada, l’amministrazione magari (ma ho i miei dubbi) avrebbe potuto effettuare la pulizia più agevolmente in piazzali e strade d’accesso delle scuole. Ma, no, tutto chiuso ma le scuole giammai!
  • Qui una mazzata doverosa a trenimerda: treni soppressi senza un perché, gente che si trova alle ore beate in due stazioni (Ivrea e Aosta, i capolinea) senza servizi igienici, senza un bar aperto, senza sapere dove andare e cosa fare, lo spartineve ferroviario bellamente parcheggiato in stazione, un treno arrivato a un’ora impossibile con la gente che si è trovata di fronte a una stazione deserta e senza l’ombra di un mezzo pubblico per tornare alle proprie case – devo andare avanti? È chiaro e tondo che per trenimerda le linee periferiche sono rami secchi da tagliare e che di fornire servizi su quelle linee non se ne parla, ma spero proprio che le regioni coinvolte si decidano una buona volta a indire una gara d’appalto da cui trenimerda sia esclusa per gravi carenze nei servizi e ad assegnare il servizio a qualche ditta un po’ più seria (in Valle d’Aosta fossero pure svizzeri; almeno saprebbero come comportarsi in un banale inverno).

Insomma, tanta gente s’è trovata col neurone solitario congelato solo perché è arrivato l’inverno! Poi, tutti buoni, da bravi webeti, a fare i leoni da tastiera sulle socialmerde – ma spirito pratico zero, eh? Davvero, dovremmo tornare indietro nel tempo, almeno agli anni ’70 o ’80, anni in cui se non altro le persone prive di buon senso si trovavano ancora in minoranza.

lunedì 11 dicembre 2017

Una chiara ammissione

Dopo tutti i dinieghi sdegnati da parte del Bomba di essere il figlio spirituale del caimano, ecco che arriva invece la conferma – cioè, controllo sulla propria bocca zero, eh? Testualmente (o quasi, con una mia piccola censura) ecco le sue parole: “Le uniche promesse mantenute dal leader di [PARTITO DEL CAIMANO] gliele abbiamo realizzate noi.”

Cioè, era già ovvio prima che gliele avrebbe realizzate lui, a partire da quella fetenzia del giosbàt (che scriverò così finché esiste), ma adesso la cosa è conclamata, dichiarata, esplicita. Il Bombapartito non è altro che un clone (malriuscito) del partito del caimano, a cui per forza di cose l’elettorato (quei pochi che ancora andranno a votare, intendo) preferirà l’originale.

A questo punto, visto e considerato che gli italiani non riusciranno mai a liberarsi con le proprie forze dal loro marciume (è storicamente dimostrato: per liberarci del padre fondatore del fascismo dovette intervenire mezzo mondo) spero proprio in un’invasione da parte di qualcun altro – i francesi, i russi, anche gli alieni volendo – che ripulisca il citato marciume.

martedì 5 dicembre 2017

Si raccoglie quello che si semina

Il maschio alfa dei baluba verdi ha passato la vita a seminare odio. Ora non può giocare a fare la vittima quando quell’odio che ha sparso in lungo e in largo gli si rivolta contro. Chiaro: quell’altro idiota che ha creato quel bel post non è giustificabile, in ogni caso, e il baluba verde numero uno fa bene a rivolgersi alla magistratura – ma che almeno abbia la decenza di non mettersi a piagnucolare in pubblico! Perché di gente che può denunciare lui per lo stesso motivo (e tanti l’hanno pure fatto) ce n’è a gogò.

lunedì 4 dicembre 2017

Ripresa per il culo

Altro ente totalmente inutile se non dannoso, come l’istat: il censis (le minuscole, come sempre, sono d’obbligo). Chiaramente sono enti ormai lanciatissimi nella campagna elettorale dei loro signori e padroni, e il censis afferma che l’Italia è in ripresa.

Ripresa? Ma quando mai. Sì, forse c’è ripresa per quei personaggi che sono sempre meno e sempre più ricchi; per i poveri, in costante aumento e sempre più poveri, questa fantomatica ripresa – sbandierata, ribadisco, a pochi mesi dalle elezioni – è un’amara utopia. Sempre più gente avanza sempre più mese alla fine dei soldi, sempre più giovani fuggono all’estero dove hanno maggiori possibilità di trovare un lavoro fisso e con una retribuzione quanto meno decente, servizi e infrastrutture essenziali sono sempre più allo sfascio, e in più: rigurgiti fascisti (com’è successo a Como) che non hanno suscitato una ferma condanna da parte delle altre forze politiche? Sempre più gente che torna a sognare “l’uomo forte al comando”, come se all’Italia un uomo forte non fosse bastato? Fiducia della gente nelle istituzioni in continuo calo?

Questa è la ripresa reale, non quella che ci viene ammannita dagli enti leccaculo come il censis.

giovedì 30 novembre 2017

No, ma adesso si esagera!

Eh, no, cara Google. Adesso stai imponendo a tutti quelli che semplicemente aprono un link di un blog su Blogger questa roba qui?

Captchemmerda

(Ho censurato io alcuni dati sensibili in fondo alla paginetta.)

Non è ammissibile. No davvero. Io cerco di rompere i coglioni il meno possibile alla gente, faccio in modo che non devano spaccarsi la minchia a cercare di interpretare degli sgorbi mostruosi per riuscire a fruire del mio blog – e poi al semplice accesso a un blog ci si ritrova ’sta merda? Basta! Il captcha HA ROTTO I COGLIONI! Eliminatelo una buona volta!


Aggiornamento

Probabilmente qualche grosso datacenter di Google si è preso una solenne sbronza. Il problema sembra al momento sparito – ma è ricorrente. Ogni tanto, da qualunque dispositivo si tenti di accedere a blog di Blogger si ottiene la merda di messaggio di cui sopra. Be’, comunque, faccio sempre i complimenti (non so se si sente il sarcasmo…) a Google, che oltre a spiare e tracciare tutti i suoi utenti si permette pure di smaronarli con delle trovate insulse del genere, che fanno solo perdere tempo inutilmente.

Riaggiornamento

M’ero illuso che avessero almeno tacconato il problema. No, mi sa tanto che per oggi rinuncerò a visitare altri blog di Blogger.

mercoledì 29 novembre 2017

L’erba del vicino

È sempre più verde? Direi di no. Continuiamo pure a tirar mazzate sulla situazione lavorativa in Italia (meritate, ci mancherebbe) ma sempre tirando in ballo come esempi le ditte estere. Ah, sono tutti dei santi, i protettori dei lavoratori, bla bla bla. Poi si viene a scoprire che la nota ditta svedese Ikea ha avuto la brillante idea di licenziare una poveraccia che ha due figli a carico, di cui uno disabile, perché – proprio a causa della situazione di merda in cui vive – non ha rispettato 2 (diconsi 2) volte i turni di lavoro. E sono svedesi, eh. Mica i baubaumiciomicio(*) nostrani, anche se la sede è quella di Corsico.

Ci saranno mobilitazioni, chiaro, con scioperi e tutto l’ambaradan. Forse i minchioni seduti sulle poltrone dirigenziali dell’Ikea torneranno sui loro passi, forse no. Ma tutto ciò serve per ribadire il concetto: l’erba del vicino è più verde? Proprio per niente. Che siano industriali italiani, svedesi, cinesi, merrrregani, marziani o della Terra di Mezzo, il loro atteggiamento è sempre lo stesso: loro sono i padroni e i lavoratori sono solo dei robottini che non possono permettersi di avere una famiglia (soprattutto, delitto capitale, una famiglia problematica). Le conquiste del ’68 ormai sono finite giù per lo scarico del gabinetto.

(*) Da quanto tempo volevo tornare a usare quest’espressione!

lunedì 27 novembre 2017

Il consumismo ci consumerà

Le feste di natale (minuscola d’obbligo) già iniziate a fine ottobre? Il “venerdì nero” (mi rifiuto di scriverlo in ostrol babig quella lingua là) che abbiamo scopiazzato papale papale dai merrrregani? Tutta questa pubblicità martellante su megaofferte, megasconti, mega qui e mega là per spingere la gente a comprare roba di cui non ha bisogno? Tutti questi gadget teNNologici che promettono di sostituirsi in toto alla capacità di pensare dei loro acquirenti (e lo promettono in termini chiari ed espliciti: non pensare più, ci sarà una macchina che penserà per te)?

Questo consumismo sfrenato ci sta veramente distruggendo. Oh, già, bisogna a tutti i costi comprarsi l’ultimo tecnocoso “faso tuto mi” perché fa figo, perché se non ce l’hai sei il peggior sfigato della Terra (stando alla sbrubblicità); ma poi ti serve? Ti è utile? Risposta consueta: no, ma se non ce l’hai sei uno sfigato. Bisogna a tutti i costi precipitarsi a comprare rumenta varia il “venerdì nero” perché ci sono i fantasupermegasconti e cimpa limpa rava fava; ma poi l’avresti comprato se non ci fosse stata tutta ’sta buriana commerciale? Avresti fatto qualche piccolo sacrificio per comprarlo a prezzo pieno? Risposta consueta: no, ma c’era l’offerta, il “venerdì nero”, sai, bisogna approfittarne, CLRF (e ched’è? Oh, insomma, l’ho citato appena sopra!). E il cervello? Svenduto a prezzo scontato dopo aver perso tutti i venerdì (non solo quello “nero”). E intanto la gente che lavora nei centri commerciali deve fare i quadrupli turni (gratis) per soddisfare questo bisogno artificialmente indotto di acquistare compulsivamente l’offertona megagalattica del momento! Poi qualcuno si lamenta che in un centro Amazon abbiano scelto proprio il “venerdì nero” per scioperare!

Sarà davvero meglio che la gente cominci a ritrovare un po’ di buon senso e lasci perdere i “venerdì neri” e tutte le altre emerite sbrodolate pubblicitarie. In un periodo di vacche magre, in cui ciascuno di noi (parlo dell’immensa quantità di poveracci) deve tirare la cinghia e dovrebbe misurare ogni singola spesa al centesimo, è davvero stupefacente notare quanti si siano giocati il neurone solitario e caschino con tutte le scarpe in questi trappoloni che le grosse industrie escogitano per arricchirsi a spese nostre!

giovedì 23 novembre 2017

Ennesima mazzata al captcha

E basta! Tanto gli acahacker ne trovano millemila milionardi, di modi per fregarlo, mentre alla gente normale fa solo girare i coglioni ad altissimo regime! Togliete di mezzo quell’obbrobrioso giochino “Non sono un robot” e lasciate che la gente si goda un sito, un blog, quant’altro trova su web senza doverselo subire tutte le sacrosante volte! Io mi sono strarotto di trovarmi ogni volta di fronte a un immagine con una bella scritta “Seleziona tutti i riquadri che contengono [oggetto a caso]”, a cliccare diligentemente sui riquadri voluti, a sentirmi dire che ho sbagliato, a trovarmi di fronte un’altra immagine con un’altra richiesta, a ricliccare diligentemente sugli oggetti desiderati per sentirmi di nuovo dire che ho sbagliato, a ripetere questo ciclo infinito per n volte (con n sufficiente a farmi perdere almeno dieci minuti) finché non si decide una buona volta a prendere per buono quello che gli clicco. Basta! Piuttosto mettete un riquadrino con un’operazione aritmetica a caso, come fanno alcuni siti – oppure lasciate perdere, tanto, ribadisco, il captcha non serve a una cippa!

(Inane lamento di un utente del web stufo di questo sopruso; tanto so già che anziché migliorarlo lo peggioreranno ancora.)

mercoledì 22 novembre 2017

La moda delle molestie

Al di là del fatto che questa discussione su tutte queste donne (spesso delle VIP, ma a volte anche meno famose) che denunciano molestie dal VIP maschio di turno a vent’anni di distanza mi sembra scaduta a livello di ciance da bar, con l’aggravante che il “bar” è il web e i webeti ci marciano. Ecco, al di là di tutto ciò: l’ultimo VIP maschio accusato di questo genere di molestie (in ordine di tempo, ma ne sbucheranno altri, poco ma sicuro) è l’ex presidente di una grossa federazione “sportiva” (le virgolette sono d’obbligo, visto lo “sport” in questione), da parte di una dirigente sportiva.

Dove sta la novità? Semplice: non c’è. Questa tizia sta cavalcando l’onda, ovviamente.

La considerazione va al tempismo con cui sono giunte queste accuse. Vere o no che siano (lo stabilirà l’inchiesta giudiziaria, chiaro) sono arrivate proprio nel momento in cui questo tipo si è appiccicato questo “ex” alla qualifica di “presidente”. Cioè: questa tizia aveva così tanta paura di lui quando non era “ex” da non denunciarlo sul momento? Ha dovuto aspettare che lui perdesse potere per denunciarlo? La cosa è preoccupante: denota l’assoluta mancanza di coraggio da parte della gente nel denunciare comportamenti scorretti se a commetterli è qualcuno che occupa una posizione di potere. Oppure questa tizia aspettava soltanto l’occasione buona per usare lui come un capro espiatorio? Sicuramente quel tipo ne avrà combinate di cotte e di crude (ancora una volta, sarà l’inchiesta giudiziaria a stabilirlo), ma al momento attuale basta avere un pene per essere automaticamente dei molestatori se non degli stupratori.

lunedì 20 novembre 2017

In morte di un mafioso

Lo Stronzo Mafioso n. 1 è morto. Yuppiii, uno in meno, e tutto il resto del bla bla bla… Meglio: un grossissimo mah. Alcune considerazioni:

a) Non è che la mafia sia morta con la morte dello SM1. La mafia è viva e vegeta e continuerà a governare l’Italia (sì, governare: sono loro che comandano qui, purtroppo) per l’eternità. Anzi, lo SM1 non contava più un tubo di niente; il solo fatto che fosse finito in galera è segno che ormai le scarpe gliele avevano fatte già da mo’.

b) Sono deprimenti tutte le manifestazioni di stima, affetto e sostegno che sono arrivate allo SM1 sulle socialmerde. Se mai ci fosse bisogno di una conferma, eccola qui! In Italia le persone più apprezzate sono sempre quelle che le combinano più grosse, perché qui da noi il concetto di legalità è completamente alla rovescia. Ormai non c’è più alcuna speranza di far entrare nelle zucche vuote degli italiani che forse magari probabilmente non è un cazzo di mafioso di merda quello che va apprezzato, ma che della mafia dovremmo liberarci una volta per tutte.

lunedì 13 novembre 2017

Frittura di cervelli

Si direbbe che il Tomo delle Facce di Merda venga attaccato perfino dal suo stesso interno. Il primo presidente (e cofondatore) del TFM, Sean Parker, ha detto chiaro e tondo che la socialmerda più merda di tutte danneggia il cervello dei suoi utenti, soprattutto i più giovani. Un pentimento ipocrita, direbbe qualcuno: prima Parker s’è fatto i miliardi col TFM, adesso lo accusa. Sia come sia, è un pentimento tardivo ma che innescherà molte discussioni. Non da parte dei webeti, nooo: quelli continueranno a sparar minchiate sul TFM come hanno sempre fatto (e c’è da considerare il fatto che avevano già di partenza ben poco da danneggiare…); tuttavia, da parte di persone un po’ più serie potrebbe giungere una presa di posizione contro il TFM. Se anche il suo ex presidente si rende conto, tardivamente, d’accordo, di quanti danni la socialmerda per eccellenza sia in grado di provocare, e soprattutto se afferma che era già stata progettata per quello scopo fin dall’inizio, forse sarebbe davvero il caso di chiuderla, non trovate?

Tra l’altro, Parker non è mica il primo pezzo grosso del TFM a dargli contro dall’interno. Altri ex impiegati del TFM ora manifestano un senso di colpa (articolo qui, in lingua originale – ma mi mancano tempo e pazienza per mettermi lì a tradurlo). Cioè, si rendono perfettamente conto di quanti danni il TFM stia combinando al mondo! E zuckaputridaberg, quel bastardo approfittatore che mente sapendo di mentire, non si sente neanche un briciolino in colpa? Spero proprio che la sua azienda, ormai divenuta un vero e proprio impero finanziario, gli crolli tutta assieme sulla testa!

venerdì 10 novembre 2017

Viva gli scioperi del venerdì

Viva, soprattutto, gli scioperi nei quali gli unici a rimetterci sono i cittadini. Sciopero delle ferrovie il venerdì, così i ferrovieri possono godersi un fine settimana lungo? E gli sfigati come me che invece al venerdì lavorano e che si servono dei mezzi pubblici sono costretti a prendere la propria auto, con costi aggiuntivi, rischi aggiuntivi e stress aggiuntivo! Trenimerda ci rimette? Tsè, ’sta cippa. Il novanta per cento di chi prende il treno al venerdì sono pendolari che hanno fatto l’abbonamento, che ovviamente copre anche il giorno dello sciopero. In più: le fecce (no, la R mancante non è un refuso) sono tutte garantite! Quindi i clienti che pagano e strapagano possono viaggiare in treno, ma quegli sfigati degli studenti e dei lavoratori che del treno hanno bisogno devono trovare altri mezzi. Ah, i cobras (minuscole d’obbligo, e la R in più non è un refuso) l’hanno proprio pensata giusta! Poi si offendono quando la gente comune afferma che ormai i sindacati sono puramente i leccaculo dei potenti? Ma vadano a fanculo con un treno superveloce!

giovedì 9 novembre 2017

Chi di spada ferisce

Avrei dovuto scrivere “spada” con la maiuscola, per specificare che mi riferisco a un particolare personaggio, ma le maiuscole se le è giocate, quindi il titolo rimane con la minuscola. Tale roberto spada, di fronte alle domande (d’accordo, un po’ troppo insistenti) di due giornalisti ha reagito spaccando il naso a uno con una testata (una testata a una testata… Open-mouthed smile ). E vabbe’, probabilmente si farà un po’ di galera per questa sua vigliaccata, e se l’è cercata, quindi solidarietà nei suoi confronti zero, anche se una mazzata sacrosanta va agli organi di stUmpa secondo i quali la risposta alle loro domande del cazzo va ottenuta a qualunque costo. Se questo spada fosse stato un po’ meno una testa di cazzo e avesse mantenuto un certo aplomb, alla fine la figura di merda se la sarebbero fatta quei due – e invece ha optato per passare immediatamente dalla parte del torto.

Quello che preoccupa è il suo fan club: sembra che una marea di webeti abbia esaltato il gesto di uno che in definitiva è totalmente squilibrato. Pazzi furiosi come lui, senza dubbio: purtroppo, terreno fertile per organizzazioni neofasciste come cazzapound. Occhio a chi votate!

Maggiori approfondimenti in questo articolo sul blog di David Puente.

martedì 7 novembre 2017

Altra conferma dalla Sicilia

È definitivo: hanno vinto i caimaniani+baluba verdi.

A questo punto, non ci resta che sperare che per il 2018 venga fuori qualche forza politica alternativa (a tutto quanto, non solo ai rottami della vecchia sinistra, al movimento 5 catastrofi planetarie, ai fossili della vecchia destra, agli estremisti e agli “alternativi” perfino a sé stessi) che raccolga tutti i consensi del partito astensionista spingendolo a non essere più tale. Altrimenti, torneremo a tenerci il vecchio fossile con la sua distruzione dei diritti civili e le sue leggi ad caimanum nutrendo la speranza che la vecchiaia se lo porti via prima che riesca a combinare casini irreparabili.

Per quel che mi riguarda, io non mi asterrò dal voto: lo darò al primo partito di pazzi visionari che capiterà sulla scena e che sia situato al di fuori di tutto il rimanente panorama politico. Non vinceranno mai; forse non arriveranno nemmeno mai alle assurde soglie di sbarramento che i pesci grossi hanno posto a proprio esclusivo beneficio; ma, a) almeno non si sentiranno troppo soli e derelitti; b) il mio voto sarà veramente un voto in meno a tutti gli altri cialtroni.

lunedì 6 novembre 2017

Prime conferme dalla Sicilia

Io non sto mai tanto a guardare i polli che escono (ah, exit poll non vuol dire pollo che esce? Orco boia!) in fase di spoglio elettorale. Due cose, però, si evincono già molto prima della conclusione dello spoglio:

a) Il partito che ha stravinto con maggioranza assoluta le elezioni è quello dell’astensionismo. Il 53% dei siciliani ha lasciato che a decidere fosse il 47% (valori, ovviamente, approssimati: dei decimali non me ne frega una cippa), condannando l’isola a finire sotto le sgrinfie dei caimaniani+baluba verdi o del movimento 5 leucemie (se la stanno giocando, come in una corsa di cavalli, per un’incollatura). Che la gente sia sfiduciata, abbia perso le speranze e non sappia più a che santo votarsi (hah!) ci può stare, ma porca di quella troia, sbolognare le responsabilità del proprio voto a qualcun altro vuol dire poi tenersi i rottami messi lì da quel qualcun altro! Ma ormai è dura farla capire al popolo del “La rivoluzione fattela tu, io tengo famiglia”.

b) Il partito bollito per eccellenza, quello già predestinato (già molto prima delle elezioni) a finire buon ultimo, è il Bombapartito. E questa, se non altro, è la metà di una buona notizia; vuol proprio dire che il Bomba e i suoi scagnozzi sono destinati, alla facciazza dei loro sogni di gloria, a finire nel dimenticatoio se non nell’ignominia. Come ho detto, però, è solo metà di una buona notizia; la Sicilia sta finendo in mano all’uno o all’altro dei peggiori soggetti immaginabili; l’Italia in mano a chi finirà il prossimo anno? Ancora una volta al partito astensionista che la regalerà a uno o l’altro di quei due soggetti? Roba da pazzi!

venerdì 3 novembre 2017

Un grandissimo chissefrega

Priorità della vita: avanzare troppo mese alla fine dei soldi? Andare in pensione dopo la morte? Essere “governati” da una cricca di avidi bastardi che pensano solo ai loro lauti emolumenti? Avere sanità, istruzione, lavoro, infrastrutture, benessere sociale da terz quart miliardesimo mondo? Avere un ambiente che sta crollando a pezzi grazie allo sbattiballismo totale delle grandi potenze mondiali?

Ma va’. La priorità è “Uozzàpp non funziona!!!!!!” (italianizzazione, ovviamente, voluta). Lavorando in campo tecnologico, oggi sono stato fermato da qualcosa come 500 persone tutte lì a smenarla perché qualche server del fin troppo popolare servizio di messaggeria e chat ha deciso di fare i capricci come un bambino viziato. Oddio oddio come si fa Uozzàpp non funziona i miei messaggi dove sono cimpa limpa rava fava bisogna far qualcosa. Le mie risposte: a) che cazzarola ci posso fare io? b) Non avete altro di meglio a cui pensare? Soprattutto la seconda ha lasciato parecchie persone spiazzate. Ma come tu sei in campo tecnologico e Uozzàpp che non funziona e cimplimpravfav. Non funziona? E chi se ne strabatte, porca mignotta! Io vivo lo stesso.

Che disgusto la “società” moderna…

giovedì 2 novembre 2017

Il caimano perde le scaglie ma non il vizio

Già sicuro che quella corte di giustizia europea lo assolverà giusto in tempo, il caimano s’è lanciato nella sua ennesima campagna elettorale a base di promesse non mantenibili fatte per intortare i gonzi.

Hahaha. Bravo caimano; ma non hai tenuto conto di questa accusa! Secondo me un po’ di uova nel paniere gliele romperà. Chiaro che ne verrà assolto – ma i tempi dinosaureschi della “giustizia” nostrana porranno un serio vincolo alla sua candidabilità. Forse, una buona volta, si deciderà a crepare di vecchiaia prima che venga emessa la sentenza, liberandoci di un problema che si trascina da decenni.

martedì 31 ottobre 2017

La festa delle zucche vuote

Allouììn (italianizzazione voluta): che festa del cazzo.

Le zucche vuote in questione son quelle del popolo italiano, che è davvero bravo a correre dietro a tutte le immense tamarrate commerciali, purché siano merrrregane. Il nostro carnevale sta perdendo colpi; meglio così, dico io, perché è un’altra festa del cazzo – ma di un cazzo italiano, almeno. ’Sta minchiata di allouììn da dove ci arriva? Dagli stati incollicchiati di merrrrega, ecco da dove. E a differenza del carnevale, ogni anno ha più successo del precedente! Proprio perché è una merrrreganata bell’e buona.

Quand’è che la pianteremo di considerarci il cinquantatreesimo stato degli stati appiccicati di merrrrega e torneremo a pensare con le nostre teste? Cioè, tradotto: quand’è che le nostre teste cesseranno di essere delle zucche vuote da allouììn?

venerdì 27 ottobre 2017

Un altro #staisereno all’orizzonte

Si direbbe che il vice-Bomba abbia avuto un moto di ribellione nei confronti del Bomba riguardo alla nomina del governatore della Banca d’Italia. Per il vice-Bomba deve rimanere Visco, mentre il Bomba vuole imporre a forza bruta il suo candidato di fiducia.

Quanto durerà il vice-Bomba? Mi sa che a fine legislatura proprio non ci arriva.