giovedì 15 febbraio 2018

Mamma, c’è un cinese che mi spia!

Cosa si sono inventate le famose agenzie di “intelligence” degli stati appiccicaticci di merrrrega (tra cui la famigerata NSA): i telefonuzzi cinesi (di ditte come Huawei, per dirne una) li spiano. Cioè: quelli che si permettono di spiare mezzo mondo se non tutto adesso hanno la bella faccia di accusare le aziende cinesi di spiare loro. Vorrebbero proibire a Huawei e altre ditte cinesi di vendere i loro apparecchi sul territorio nazionale. Vabbe’, il governo cinese non è nuovo a simili exploit, ma il classico “Da che pulpito” ormai è d’obbligo: i cinesi stanno ripagando i merrrregani con la loro stessa moneta o questa è pura e semplice paranoia da parte dei merrrregani? Si sa che chi commette una malefatta diventa paranoico nei confronti degli altri riguardo allo stesso tipo di malefatte: un truffatore vivrà con la paura che qualcuno lo truffi, un ladro si guarderà le spalle in continuazione da altri ladri, una spia accuserà tutto il mondo di volerla spiare. Così: i cinesi starebbero invadendo il mondo con apparecchi in grado di spiare tutti oppure i merrrregani si stanno semplicemente cagando sotto?

A me sembra molto probabile la seconda ipotesi. Punto primo: che cazzo ci guadagnerebbe Huawei (che è la più grossa, almeno a mia conoscenza) a spiare centinaia di milioni, se non addirittura miliardi, di persone ignare in tutto il mondo? E soprattutto, come cazzarola farebbe a gestire tutti quei dati? Punto secondo: coincidenza alquanto sospetta, Huawei e altre ditte stanno dando contro all’alligatore col gatto in testa – mah, guardate il tempismo di questa reazione dei merrrrregani. Punto terzo: NSA & soci stanno inanellando una luuuuuuunga catena di figure di merda mondiali: la loro parola è ancora da ritenere affidabile? Fate un po’ voi. I telefonuzzi Huawei, per quel che mi riguarda, sono dei mostri di affidabilità e costano relativamente poco, quindi mi tengo il mio e quando giungerà il momento del suo pensionamento molto probabilmente ne prenderò un altro della stessa marca.

(No: la Huawei non mi paga per farle pubblicità gratuita. Mi è servita solo da spunto per tirare l’ennesima mazzata ai “poliziotti del mondo” che sono più criminali di coloro a cui danno la caccia.)

mercoledì 14 febbraio 2018

Rimborsopoli in salsa grUllina

Ovvero, beccati con le mani nel sacco. “Ci siamo tagliati lo stipendio”, tutto questo genere di puttanate – poi, si ritrovano con un buco nel bilancio. Qualche conto errato, che volete che sia? Tsè. ’Sti furbastri facevano il bonifico, prendevano il numero per farlo figurare nei rimborsi e poi lo annullavano! E per coprire la malefatta si inventavano tutte le giustificazioni più assurde alla “Il cane mi ha mangiato l’estratto conto” – questa non l’ho sentita, ma andare ad accusare l’impiegato bancario di aver messo la data sbagliata sulla ricevuta, ecco, questa sì.

Questo è il partito degli honesti, proprio così, con la H. Questo è il partito che, tra le altre cose, sta offrendo su un vassoio d’argento l’Italia alla coalizione caimano+baluba verdi+estremo-fascisti (sempre che gli ignavi astensionisti non decidano, per una volta – ma ne dubito – di andare a votare e diano il loro voto a quelle liste non allineate con nessuno dei partitoni che si sono presentate). Cioè, non è che sia cosè stupefacente nel partito dove uno vale uno purché quell’uno sia l’insetto straparlante – ma il fatto che quel partito sia un danno per l’Italia ora è assolutamente conclamato. Che vincano (improbabile) o che perdano, la loro opera di distruzione, forse voluta(1), andrà in porto in ogni caso.


(1) Ormai viene la tentazione di essere complottisti nei loro confronti e di ritenere che tutte le stronzate che hanno combinato siano parte di un disegno per arrivare alla situazione a cui siamo arrivati in Italia. Per riuscire a piantare così tanti casini dalla loro fondazione in poi, o sono davvero dei geni del male, o hanno calcolato tutto!

martedì 13 febbraio 2018

Fuffa elettorale

Solo così si può definire il polemicone assurdo montato da una candidata alle elezioni per un’iniziativa del Museo Egizio di Torino, cioè offrire sconti per quattro mesi alle persone di lingua araba. Eppure il museo in questione non è nuovo a simili iniziative. L’anno scorso fece la stessa cosa e nessuno ebbe nulla da ridire. Nel 2015 adottò la stessa campagna promozionale nei confronti dei cinesi (poi non ripetuta nel 2016 perché non ebbe poi quel gran successo) e nessuno protestò. Ah, be’, però il 2015 e il 2017 non erano anni di campagna elettorale!

Non vedo l’ora che arrivi il 2 marzo – giorno in cui le campagne elettorali devono fermarsi per legge, due giorni prima delle elezioni. La campagna elettorale a cui stiamo assistendo, da parte di tutte le forze “politiche” (virgolette d’obbligo) in gioco, promette di essere una delle più squallide di sempre.

giovedì 8 febbraio 2018

L’Italia è fascista–ulteriore conferma

Se mai ce ne fosse bisogno.

Il ministronzo di turno, su istigazione del sindacazzo di Macerata, ha pensato bene di vietare una manifestazione antifascista in programma per sabato a seguito della strage(1) di matrice fascista operata da un vero e proprio terrorista. Per non creare disordini, dicono.

Così, invece, i disordini li creano, eccome.

Sta per scoppiare la guerra civile, in Italia. Proprio come successe col fascismo, quando un ministro del re propose di disperdere con alcune cannonate i manifestanti, fermando così sul nascere l’istituzione del regime fascista, e il re negò, comportando così le dimissioni del ministro, la marcia su Roma e l’avvio del famigerato ventennio che poi fu una delle (tante) cause della Seconda Guerra Mondiale. A Macerata, ma anche a Roma, gli animi sono tremendamente scaldati. Prepariamoci a un altro ventennio che sfocerà nella Terza Guerra Mondiale.

E qualcuno mi dia del catastrofista: la storia insegna, ma non c’è un cane che abbia voglia di mettersi a studiare!

(1) Ero convinto che l’ordinamento giuridico riportasse la “tentata” strage, ma no: morti o meno, è sempre strage.

mercoledì 7 febbraio 2018

L’Italia è fascista

Ormai è conclamato. Stanno arrivando tutte le conferme al post precedente: praticamente la colpa è delle vittime, non del terrorista che le ha mitragliate. Non mezza parola da parte degli organi di disinformazione sui nomi delle vittime, scoperti con gran fatica da quattro gatti spelacchiati come Mantellini, ma totalmente ignorati da tutti gli altri. Non un’alta carica istituzionale che abbia sentito la necessità di andare a far visita alle vittime in ospedale o esprimere un accenno di solidarietà: né il presidente della rebubblica (minuscole e svarione d’obbligo), né il presidente del coniglio (anche questo è voluto), né un ministronzo qualunque; nada, nisba, zilch. In compenso, il maschio alfa dei baluba verdi trova tutte le giustificazioni possibili e immaginabili a quel coglione d’un terrorista – e migliaia di mentecatti come lui gli danno seguito sugli organi di stUmpa, sulle socialmerde e con striscioni appesi qua e là.

Ma tanto sono solo dei negri di merda, fottuti immigrati tutti criminali dal primo all’ultimo, secondo l’attuale opinione pubblica in Italia. Ma tanto è colpa loro, non di un emerito rincoglionito che s’è messo a sparare in una folla in perfetto stile “suprematista bianco merrrregano”. Se un italiano si rompe un’unghia all’estero a cento chilometri da dove è avvenuto un attentato sono tutti lì a sbrodolare la loro solidarietà e a dar contro a quei merdosi terroristi – ma sei poveracci vengono mitragliati da un terrorista italiano e le parti si invertono: il terrorista è un santo, le vittime sono i peggiori diavoli usciti dall’inferno. Oh già, mica si può solidarizzare proprio con queste vittime, non in piena campagna elettorale.

Da marzo in poi vedremo le camicie nere (o anche verdi) girare per le strade e gambizzare tutti quelli che si riveleranno contrari al regime, oltre a massacrare tutti quelli che non sono di pura razza ariana; ma ce la siamo cercata, gente. Non lamentatevi di questo ritorno al passato: tenetevelo e basta.

lunedì 5 febbraio 2018

Seminare odio

Alla bella faccia del fatto che “tutti gli immigrati sono criminali” (secondo certe correnti “politiche”, con le virgolette d’obbligo). L’autore della tentata strage a Macerata (per ora, al momento in cui sto scrivendo questo post, soltanto con feriti) è un terrorista italiano, neofascista fino al midollo, che dopo aver colpito tutte queste persone – loro sono immigrati: le vittime, non i carnefici – è bellamente andato a fare il saluto fascista di fronte al monumento ai caduti. E non è vittima di un raptus: aveva già annunciato di voler andare “a sparare ai neri”, testualmente. Ha agito lucidamente, è un assassino, non un pazzo.

Il problema, però, non è l’atto in sé – ci mancherebbe, è gravissimo e il suo autore merita di marcire in galera per tentata strage di matrice neofascista – ma come l’hanno giudicato i politicanti da strapazzo che abbiamo. Cioè, tutti unanimi a urlare la loro condanna nei confronti di quel coglione, ma tuttavia però (E&CCFCC…) la colpa in fin dei conti è degli immigrati, perché c’è un’immigrazione senza controllo, un’invasione finanziata dai poteri forti, bla bla bla. Come quando tentano (sempre gli stessi personaggi) di far ricadere la colpa di uno stupro su chi l’ha subito, perché magari indossava una minigonna, o addirittura giustificare l’antisemitismo affermando che ci sono troppi ebrei.

Il corollario al problema di cui sopra sta nel fatto che se fosse stato uno di questi sporchi immigrati tutti assassini dal primo all’ultimo (spero si noti il sarcasmo) a sparare sarebbe stato bollato come un terrorista e chiusa lì; invece è stato un biancuzzo a sparare, e quindi bisogna trovargli una giustificazione. Ma un coglione con un’arma da fuoco non è più o meno coglione a seconda del colore della pelle; non si misura la coglioneria con la melanina! Perché a coglioneria i politicanti da strapazzo, a partire dal maschio alfa dei baluba verdi, sono messi forse peggio di quel mancato stragista – che, guarda caso, era candidato ad elezioni comunali nel 2017 proprio con la lista dei baluba verdi; non prese nemmeno un voto: forse perché, pur essendo un terrorista fino in fondo all’anima, non raggiungeva il livello di coglioneria dei suoi compagni di partito?

venerdì 2 febbraio 2018

Merrrregani e armi (aridajje)

Ennesima notizia che fa cascare le palle. Una ragazzina di dodici anni si è presentata a scuola con un’arma da fuoco e ha ferito un ragazzo (gravemente: è in fin di vita) e una ragazza, questa solo di striscio. Adesso, al di là delle motivazioni che questa pistolera in erba può aver avuto, torno a rigirare il coltello nella piaga della libera vendita di armi negli stati appiccicaticci di merrrrega, sancita a quanto pare dalla loro stessa Costituzione (la più bella del mondo, dicono loro – e contiene puttanate del genere…). Sono i primi a lamentarsi quando qualcuno troppo giovane per essere perseguibile per legge piglia la pistola o il fucile di papino e si precipita a scuola a fare una strage – però difendono con gli artigli e le zanne il loro DIRITTO scritto con tutte maiuscole di poter ottenere facilmente tali armi!

Vabbe’, molto cinicamente: chi è causa del suo mal… Se i merrrrregani si limitassero a farsi fuori l’uno con l’altro farebbero un favore al mondo; il problema è che loro col mondo continuano a voler fare i bulli, come vere scimmie col fucile (senza offesa per le scimmie).

giovedì 1 febbraio 2018

Criptovalute? Ma anche no

Bisogna mettersi il cuore in pace: quando qualcosa cresce troppo in fretta, è come un palloncino attaccato al tubo di un compressore – prima o poi esplode.

Così è accaduto, puntualmente, con le criptovalute (la criptovaluta per eccellenza, il bitcoin, in testa). Parliamo proprio del bitcoin, quello in cui l’effetto bolla che scoppia è massimo. Quando ha cominciato a salire di botto, guadagnando centinaia se non migliaia di dollari al giorno, tanta gente ci ha buttato dentro tutti i propri risparmi, anzi, hanno pure aperto dei mutui per investire in bitcoin. Qualcuno è stato furbo: ha investito una certa cifra e dopo un paio di giorni ha rivenduto. Ma sono stati pochi. Adesso, quasi tutti quelli che avevano comprato bitcoin a undicimila dollari l’uno, o anche di più, col miraggio dell’arricchimento facile (yuppiii, compro ora e fra un anno sono più ricco dell’Aga Khan) e se lo ritrovano a seimila e in continua discesa si stanno rodendo ben bene il fegato.

Cioè, una valuta basata sul nulla assoluto, totalmente instabile, totalmente inaffidabile, non è un valido investimento. Le criptovalute non saranno il denaro del futuro, né danno alcuna garanzia di diventare straricchi, anzi, sembra molto più probabile trovarsi a dormire sotto i ponti. Come qualunque investimento ad alto rischio, solo che in confronto a bitcoin & c. i tradizionali investimenti ad alto rischio sembrano un buono fruttifero postale! Parecchi forti investitori di mia conoscenza – quel tipo di persone che riescono a tirare fuori soldi dall’aria o grazie a qualche magia, mentre io resto il solito poveraccio di sempre – mi hanno fortemente sconsigliato di investire in bitcoin, e loro stessi non l’hanno fatto: ci sarà un motivo, no? Del resto, se un personaggio come Paul Krugman, premio Nobel per l’economia, ha definito il bitcoin “una frode che finirà molto male”, io alle criptovalute fornisco la risposta nel titolo del post.

mercoledì 31 gennaio 2018

Privaci della privacy

(Gioco di parole del kaz, già, e funziona solo nella versione scritta… ma serve a introdurre il modo in cui sta funzionando il mondo moderno.)

Dunque, prima notiziola: come riportato in questo post del Rockpoeta®, sembra che qualche furbone (vertici di trenimerda in testa) abbia pensato bene di inserire telecamere nascoste negli schermi pubblicitari per studiare le reazioni del pubblico. Cioè, noi rischiamo di finire in tribunale solo per il sospetto di aver spiato un vicino di casa, magari solo perché per coincidenza siamo rientrati a casa in contemporanea (prima che qualcuno mi accusi di spararle grosse: io ho rischiato di fare quella fine!), ma trenimerda e i suoi sponsor del cazzo si possono permettere di spiare la gente? C’è qualcosa che non torna, veramente.

Seconda notiziola, riportata in questo articolo del Disinformatico: qui siamo nella situazione in cui noi stessi mandiamo a fanculo la nostra privacy con assoluta noncuranza. Un’app per il “fitness” (puah! Una cazzo di parola in italiano non siete in grado di trovarla? “Tenersi in forma”, già, troppo complicato per gli italiani affetti da italofobia galoppante…) raccoglie i dati di chi va a fare un po’ di sport, e la ditta che la produce li usa per creare una mappa di tutti i suoi utenti in giro per il mondo! Già, inclusi militari in zone di guerra che fanno quella roba lì nelle loro basi, autotrasformandosi, così, in bersagli. Qui lo sveglioni va proprio agli utenti di quelle app sportive, usate principalmente per sparare sulle socialmerde (anche lì: privacy zero) i loro gran risultati per fare i banfoni con gli amici: sappiate che nulla di quanto viene raccolto è considerato riservato dalle ditte produttrici di quelle app. Pensate davvero che non monetizzino i vostri dati? Illusi! Se andate a fare qualche attività per tenervi in forma, la scelta migliore, in assoluto, è lasciar perdere orologini e cellulari “furbi” e farvi i cazzi vostri in pace.

Insomma, in questo mondo perennemente interconnesso ormai non possiamo più nemmeno andare al cesso senza che lo sappia mezzo mondo, e a volte siamo anche così cretini da essere noi stessi a raccontarlo a mezzo mondo; e poi ci si chiede perché, per quanto mi piaccia la tecnologia, per quanto costituisca il mio lavoro, io sarei favorevole a un ritorno al livello tecnologico degli anni ’70. Mah, chissà come mai!

venerdì 26 gennaio 2018

Mucche volanti?

Succosa notiziola passatami dai miei amici della Valle d’Aosta. No, mi affretto a precisare: non sono state avvistate mucche dotate di ali nel cielo di quella piccola regione – sono solo volate delle bufale, quelle che non producono latte per mozzarelle.

L’ormai più che millenaria Fiera di Sant’Orso, che si tiene nel centro storico di Aosta ogni anno il 30 e il 31 gennaio, dove si espongono pregevoli opere dell’artigianato tipico locale, è stata vittima di una di queste bufale volanti, roba da spaventare tutte le mucche, quelle che non volano… Insomma, sulle solite socialmerde (ma quando cazzo si decidono a chiuderle una buona volta per tutte?) è circolata la notizia che la fiera sarebbe stata annullata causa troppa neve.

Peuh. Intanto, in questo momento (sempre da notizie dei miei amici) ad Aosta non c’è neve; su per le montagne sì, ma in città è andata via tutta. Seconda cosa: quando mai ad Aosta si sono mai preoccupati della neve? Io andai a vedere la Fiera di Sant’Orso anni fa, durante un inverno particolarmente nevoso, e forse uno o due espositori avevano rinunciato per via della neve; gli altri erano tutti lì, a esporre le loro opere dopo aver piazzato tettoie rinforzate per la neve che continuava a cadere; la calca dei visitatori era un’unica massa compatta, come accade sempre durante quella fiera. Quando mai in Valle d’Aosta, regione di montagna, si sono mai preoccupati più di tanto della neve? Può rompere i coglioni, certo, ma non stupisce e non sconvolge nessuno da quelle parti, e la Fiera di Sant’Orso va avanti da ben 1018 inverni senza il minimo problema (e i giorni della merla, in Valle d’Aosta, facilmente sono freddi e nevosi).

Insomma, gente: se siete intenzionati a visitare la famosa fiera, informatevi presso gli enti turistici della regione e lasciate perdere le socialmerde! Quelle ormai sono il regno dei webeti, e se avete un minimo di buon senso i webeti li lasciate cuocere nel loro brodo insipido e raccogliete informazioni da chi davvero le possiede!

mercoledì 24 gennaio 2018

Passo indietro con inculata dichiarata

La famosa questione della fatturazione telefonica a 28 giorni è già stata la prima inculata mostruosa che ci siamo beccati dai gestori. Oh, sì, noi non aumentiamo mica le tariffe, giammai – però riduciamo i periodi, così praticamente arriva una mensilità in più all’anno. Multine da poche centinaia di migliaia di euro, qualche protestucola delle associazioni dei consumatori, bla bla bla, poi, però, a seguito delle immense polemiche da parte della gente, lo stato ha deciso di combinarne una buona (per una volta) imponendo per legge la fatturazione mensile.

Yuppiii, vittoria! No, un momento, non ci sarà mica la fregatura?

E puntuale, la seconda inculata è arrivata: sì, è vero che i gestori sono tornati alla fatturazione mensile; peccato, però, che abbiano aumentato le tariffe (quelle che giammai avrebbero toccato) di quell’8,6% che guadagnavano in più con la prima inculata. E non si sono nemmeno nascosti dietro cortine fumogene: hanno proprio dichiarato, esplicitamente, sbattendocelo in faccia: “Ah, sì? Ci togliete la possibilità di far pagare quella tredicesima mensilità in più agli utenti? E allora gliela facciamo pagare comunque, aumentando le tariffe.”

Cioè, la gente per il mondo economico e finanziario non conta più una beata cippa, e questa porcomaialata dei gestori telefonici ne è in assoluto la prova più lampante.

Gran minestrone elettorale

Più di 100 liste si sono presentate per le elezioni politiche del 4 marzo. Alcune (non tantissime) sono state bocciate senza rimedio, altre (sempre non tantissime) sono state rimandate affinché possano integrare la documentazione, ma più o meno 75 sono passate.

Hah, gran bel minestrone! Chissà che lenzuolo sarà la scheda elettorale!

Nomi e simboli fantasiosi (“Movimento Poeti d’Azione”, “Pensionati e invalidi giovani insieme”, “Sdebitalia”, perfino un “Sacro Romano Impero Liberale Cattolico”, roba da chiodi); grosso rischio di un disorientamento totale da parte dei pochi che ancora andranno a votare. Tante sembrano proprio liste costruite ad arte per ramazzare il famoso 1% o giù di lì e regalarlo ai tre partitoni – in ogni caso, come cazzarola si fa a capire se lì in mezzo c’è qualcuno che possa meritare un voto per portarlo via ai soliti noti? Non parlo di me, che magari mi sbatto a cercare informazioni finché non trovo qualcuno che soddisfi quel criterio; parlo della gente comune, che magari di fronte a quel bischeraio lascerà magari la scheda bianca e la regalerà – ribadisco – ai soliti noti!

Del resto si sa: il Ministero Complicazione Affari Semplici in Italia è sempre quello più attivo.

lunedì 22 gennaio 2018

Ci sono o ci fanno?

Le promesse elettorali del movimento 5 epidemie incurabili: ci saranno i vaccini solo in caso di epidemia.

Ma che cazzo state a di’?

Cioè, mettete la cintura di sicurezza a qualcuno solo quando s’è già schiantato contro un muro e l’hanno raccolto col cucchiaino!

Date da mangiare a qualcuno solo quando è già morto di fame!

Aprite l’ombrello solo dopo esservi ben ben infradiciati di pioggia!

Fate riparare i tubi di casa soltanto quando l’allagamento vi ha già portato via la casa medesima!

Insomma, chiudete pure la stalla dopo che tutto il bestiame è scappato ormai da mo’, eh? La parola “prevenzione” non comunica niente a nessuno? I vaccini servono giustappunto a prevenire le epidemie; quando l’epidemia è scoppiata, il vaccino non serve più a una beata minchia!

E poi il movimento 5 malattie infettive mortali si lamenta che ha tutto il mondo contro? Ma che cazzo. A me, se mai, suona molto strano che ci sia ancora gente disposta a dare il suo voto a teste di minchia del genere. Come consolazione (sai che roba) a far le spese di una stronzata del genere – se mai dovesse prendere piede – ci sarebbero i grUllini al pari di tutti gli altri.

giovedì 18 gennaio 2018

Effetto Dunning-Kruger e “parlamentarie”

E vabbe’, in pirlamento entra di tutto di più ultimamente, ma qui alla fine si è tirata talmente la corda che non c’è da stupirsi che si sia strappata. Intanto, il movimento 5 tumori cerebrali maligni con metastasi ha pensato bene di indire le “parlamentarie” per scegliere su rete (sulla loro assolutamente mer(d)avigliosa piattaforma Rousseau…) i candidati al pirlamento. Già questa la definirei una mossa suicida. Si sono presentati in diecimila a partecipare a quella puttanata! E si tratta di diecimila emeriti rincoglioniti che si credono chissà chi (ecco dove entra l’effetto Dunning-Kruger) ma perfino per gli standard di infimo livello del movimento 5 vomiti putridi sono stati giudicati inadeguati. E questi diecimila minus habens hanno pure avuto la faccia tosta da culo di bronzo da schiaffi (e pure di tolla) di incazzarsi! Ma se perfino per un partito di complottari antivaccinisti sciachimisti terrapiattisti affetti da veganismo galoppante come quello fate schifo, dove cazzo volete andare nelle vostre vite?

(Se ne vedranno davvero delle belle, con queste elezioni…)

mercoledì 17 gennaio 2018

Detersivo come caramelle

Cioè: la prossima candidata al prestigioso premio Darwin è l’umanità stessa!

Avete presente quelle belle capsule di detersivo per lavastoviglie, colorate, che sembrano davvero delle gelatine dolci? (Mazzata numero 1 per i produttori di detersivi: devono produrle con un aspetto schifoso, non farle sembrare tanto belle da farle pure passare per cibo!) Comunque, ci sono avvertimenti da tutte le parti sulle confezioni relativamente al fatto che quelle capsule non sono commestibili, e in più la stessa definizione di “detersivo” dovrebbe essere un deterrente per chiunque abbia almeno 3 anni di età. Si può capire un bambino molto piccolo che mette in bocca tutto quello che vede, con conseguenti corse frenetiche dei genitori a togliergli l’oggetto incriminato o – nei casi peggiori – al pronto soccorso per farlo curare quando il danno è già fatto. Ma (come appare evidente in questo articolo di snopes.com, che non ho né tempo né pazienza per tradurre: prendetelo così com’è) si direbbe che sia in crescita il fenomeno dei ragazzini fulminati di 10 o 12 anni che si riprendono mentre si fanno esplodere in bocca quelle capsule di detersivo! Chiaramente finiscono all’ospedale con questo sistema, ma l’importante è farsi vedere su TuTubo da altri ragazzini fulminati! E coi genitori che lasciano fare, tra l’altro. Solo per mettersi in mostra ai 3 o 4 iscritti al loro lercio canale TuTubo. Ripeto: non marmocchi di un anno che ficcano in bocca tutto quello che vedono, ma ragazzi verso l’adolescenza, che vanno a scuola e che dovrebbero essere informati sul fatto che un detersivo va bene a lavare ma se ingoiato è un veleno.

Cioè, ma dove cazzo sta andando il mondo? E soprattutto perché su TuTubo non c’è qualcuno che si occupi di cassare senza speranza video fatti da deficienti per farsi imitare da altri deficienti?

martedì 16 gennaio 2018

“Razza bianca” a rischio?

Ma quando mai. Un certo attilio fontana (minuscole d’obbligo) ha avuto la bella faccia di dire in pubblico una frase riassumibile così: “Razza bianca a rischio, basta immigrati”. Chiaramente poi, dopo aver lanciato il sasso, ha tentato di nascondere la mano dando la colpa a un lapsus.

Tsè, ma quale lapsus.

Che poi, in Italia, parlare di “razza bianca” è un ossimoro – perché proprio l’Italia è il più grosso calderone di “razze” (tra virgolette, perché se il termine va bene per un cane, per gli umani è più opportuno parlare di “etnie”) diverse che esista al mondo, essendo un crocevia in mezzo al Mediterraneo: abbiamo più gruppi etnici noi che l’intera Africa!

Ma, insomma, a quale razza (senza virgolette, nel suo caso) appartiene questo fontana? Anzi, più che razza, oserei parlare di specie, perché con l’homo sapiens questi elementi non hanno nulla a che vedere. Qui si vince facile, con questa domanda: è un baluba verde. L’immigrazione causerà l’estinzione dei baluba verdi? Benissimo. Noi umani trarremo un sospiro di sollievo quando ciò avverrà.

lunedì 15 gennaio 2018

Ventiquattro anni dopo

L’Italia è di nuovo preda della propaganda elettorale dello stesso venditore di fumo, il caimano, con lo stesso tenore di promesse altisonanti con le quali ci aveva già inculato nel ’94. Il distruttore dell’Italia è di nuovo “sceso in campo”… certo che se va di nuovo su lui vuol proprio dire che i pesciolini rossi in confronto alla popolazione italiana sono Giovanni Pico della Mirandola! Pensione per tutti a 1000 euro, alé oò! Via le tasse, yuppiduuu! Lotta all’evasione fiscale, questa poi – il più grosso evasore fiscale non solo d’Italia, ma dell’intero mondo, quello che da straccione è diventato multimiliardario proprio non pagando un centesimo bucato di tasse in tutta la sua vita, che parla di lotta all’evasione fiscale! E poi bisogna votare lui perché se no vanno su i comunisti, già, quelli che mangiano i bambini. Anche se i nuovi comunisti mangiabambini adesso sono (ridete, ridete: l’ha detto sul serio) i grUllini, che, vabbe’, da parte loro non sono certo né meglio né peggio del caimano. Film già visto e stravisto – ma c’è ancora chi è disposto a dare il suo voto al fossile! Considerando anche l’astensionismo (meno della metà degli elettori andranno a votare, e tutti gli altri, lo ripeto, non faranno che regalare l’Italia sempre ai soliti personaggi con la loro ignavia) forse avremo di nuovo il vecchio rottame al governo coi voti, sì e no, dell’1% degli aventi diritto!

Unica fonte di speranza: come ho detto, è un fossile, ormai vecchio come il cucco, e i suoi favoleggiati 125 anni non li raggiungerà mai; probabilmente sarà la natura a togliercelo definitivamente dai coglioni.

venerdì 22 dicembre 2017

Buone feste

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Non ho idea se aggiornerò il blog da qui alla befana (o anche dopo), quindi faccio i miei auguri a chiunque lo segua.

mercoledì 20 dicembre 2017

Libertà di scelta

Sei contrario al biotestamento? Non redigerlo.

Sei contraria all’aborto? Non praticarlo.

Sei contrario al divorzio? Non divorziare.

Sei contrario alle unioni civili? Nessuno ti obbliga a sposare una persona del tuo stesso sesso.

Sei contrario all’eutanasia? Non suicidarti.

Sei contrario ai vaccini? Non farli. (Tu: non i tuoi figli che non hanno alcuna possibilità di scelta e avrebbero il diritto di non pigliarsi malattie mortali.)

Sei contrario a [roba a scelta]? Lascia perdere.

MA NON SCASSARE IL CAZZO A CHI NON LA PENSA COME TE!

martedì 19 dicembre 2017

Puppa!

È infine arrivata la prima condanna per quel gran coglione di rosario marcianò detto strakPUPPA strakPUPPA strakerPUUUUUPPA (pfff). La prima di tante, oserei dire, con una stangata mica da ridere. Quell’essere che si permette di diffamare ad muzzum tutti quelli che osano dargli del fuffaro adesso sta raccogliendo quello che ha seminato – e quando si arriverà alla condanna per la diffamazione su Valeria Solesin (secondo lui viva e vegeta a godersi la vacanza in spiaggia alle Maldive o in altri posti del genere) ne vedremo delle belle.

Sarebbe bello, però, che strakotto fosse solo il primo di tanti. Tutta questa cricca di antivaccinisti, sciachimisti, terrapiattisti, estremisti estremamente estremi dell’animalismo estremo (!!!!!) e tutti questi altri fuffari dovrebbero seguire da vicino lo strakkiapalle con tutte le sue panzane.