martedì 22 agosto 2017

Ieri c'è stata la fine del mondo

... e ancora una volta non sono stato avvisato!
Porca troia, ieri c'è stata quell'eclisse solare che una ristretta fascia degli stati appiccicati di merrrrega ha visto come totale. Urka, catastrofi a non finire, Nibiru, il gombloddo della massoneria, gli angeli che cagano bombe atomiche, gli alieni che ci bombardano coi loro raggi F(1), l'inferno che vomita tutti i suoi diavoli, giulianoferrara che scoreggia, il Bomba che esplode una buona volta... e io mi sono perso tutto!
Che mondo infame. Riuscissi mai una sola volta ad assistere a una sua fine come si deve!

(1) I famosi raggi fuffa

lunedì 21 agosto 2017

Leoni da tastiera e squali della denuncia

Sembra tener banco la vicenda che vede contrapposti innumerevoli webeti affetti da leonite della tastiera e la "presidenta" della camera dei deputati, a quanto pare affetta da squalite della denuncia. Ci sono alcune considerazioni da fare a riguardo.
a) Insulti ai politici: mi pare che siano sempre esistiti da quando esiste la politica. Così come sono sempre esistiti i politici che se la prendono, va detto. Il delitto di lesa maestà molto probabilmente venne addirittura stabilito nel codice penale di Hammurabi - tanto per dire che anche ai tempi dei babilonesi, e forse perfino dei sumeri, la questione era giudicata importante. Ma i politici, buoni o pessimi che siano, dovrebbero adottare un sistema molto semplice per smontare chi li ricopre d'insulti: fottersene. Soprattutto adesso, dove l'insultatore politico moderno è diventato un leone da tastiera e riesce a farsi seguire da millemila milionardi di leoni da tastiera suoi pari.
b) La "presidenta" citata, oltre ad applicare il principio citato nel punto precedente, dovrebbe anche mutare atteggiamento - perché se le cerca, le rogne. Atteggiarsi a paladina del nazifemminismo, pretendere perfino di modificare una lingua ormai quasi millenaria a suo esclusivo uso e consumo, e in genere starsene arroccata sul suo piedistallo dorato, non giova affatto alla sua immagine; e le sue minacce di querela a nastro non fanno altro che ringalluzzire i suoi detrattori.
c) Quella che fa girare le palle a mille, in ogni caso, è l'opinione pubblica. Una decina di anni fa, quando le vittime degli insulti politici avevano altri nomi, la gente normale si limitava a ridere in faccia al politico di turno quando minacciava l'apocalisse sulla testa di chi lo vituperava; adesso, tutti affetti (oltre che da leonite della tastiera) da coniglite; tutti a solidarizzare con questa particolare vittima degli insulti politici, come se fosse diversa da tutti gli altri politicanti da strapazzo che abbiamo; tutti a tremare come foglie al vento di fronte alle sue minacce di querele a gogò, come se bastasse la sua semplice parola a scatenare davvero l'apocalisse. Insomma, ho già visto reazioni di paura nei confronti dei potenti di turno; l'intera storia ne è piena proprio come è piena di persone che li insultano - ma qui ormai si sta raggiungendo il parossismo della paura. Certo che non vi sarà mai nessuna rivoluzione e continueremo a tenerci i politicanti da strapazzo che abbiamo: questo viscido e strisciante servilismo dimostra chiaro e tondo che la gente non ha davvero più un solo grammo di coraggio, e che sono tutti buoni a strepitare dietro una tastiera, ma ben poco ad agire concretamente per raddrizzare questo genere di storture.

venerdì 18 agosto 2017

L'ho fatta un po' fuori dal vaso

... e mi rendo conto che pubblicare post irosi (vabbe', anche provocatori) non è sempre opportuno. Spiacente per tutti quelli che hanno letto il mio sfogo; magari l'impietosa cache web terrà traccia di quel post, ma, come si suol dire, occhio non vede...

mercoledì 16 agosto 2017

Appiccare il fuoco e poi spegnerlo

Ho sentito questa notiziola mentre ero in vacanza; anche se altri mi hanno preceduto, voglio aggiungere la mia voce al mucchio.
No, non sto parlando di un piromane per negligenza che poi si pente di quello che ha fatto. Parlo dell'operazione Efesto che le forze dell'ordine hanno condotto a Ragusa per arrestare 15 piromani volontari.
Oops, dovevo dire pompieri volontari, forse?
No, ho proprio detto piromani volontari.
Premessa: da quelle parti i vigili del fuoco volontari percepiscono un'indennità, ma solo in caso di intervento; altrimenti, cuccano un bello zero secco.
Tra il 2013 e il 2015 quindici volontari si sono "divertiti" ad appiccare il fuoco lì in zona per poi aspettare pazientemente di essere chiamati per l'intervento e guadagnarsi così la paghetta - nel caso peggiore, in cui sono imputati, oltre che di truffa ai danni dello stato, anche di incendio doloso; nei casi meno peggiori (non per questo poi così tanto migliori) si chiamavano tra loro o si facevano chiamare da parenti o amici per interventi inesistenti.
Già. Poi a qualcuno la questione ha cominciato a puzzare: chissà come mai quella squadra di volontari totalizzava sempre il triplo di interventi rispetto alle altre.
E vabbe', dirà qualcuno: dove sta la novità?
In effetti, non c'è; questo non è altro che uno dei vari aspetti di quel deprecabile sistema all'italiana su cui continuo a tirar mazzate: cercare di far fessi gli altri ad ogni costo, anche bruciando foreste e rischiando la vita di qualcuno (che fossero personale addetto allo spegnimento o semplici innocenti presi in mezzo - non ne ho notizia, ma mi sa che a questi dementi è solo andata di culo...). Ancor più deprecabile, però, trovo il fatto che tante testate (nei coglioni) pronte a dare addosso al governo sulla questione degli incendi non abbiano affatto parlato del perché e del percome tanti incendi si siano sviluppati. Già: visto che i piromani volontari sono tutti italiani, tutto sotto silenzio; se solo uno di loro fosse stato straniero, su quelle testate (sempre lì) si sarebbe scatenata la gara al fantastico gioco "Dagli al migrante".
(Non è che i migranti siano santi: tra loro c'è la stessa percentuale di stronzi che c'è da noi; il fatto è che siamo in Italia e gli stronzi hanno ben il 94% di probabilità di essere italiani!)

venerdì 28 luglio 2017

Chiuso per ferie


Me ne vo in vacanza e per un po' il blog va in pausa. Se mi inviate commenti, abbiate pazienza; probabilmente li vedrò al mio ritorno.
(N. B.: per oggi ci sono ancora.)

giovedì 27 luglio 2017

Siccità? Tsè

Privatizzate pure l'acqua.
Poi non ce n'è più per spegnere gli incendi.
Poi non ce n'è più per irrigare i campi.
Poi non ce n'è più per dare da bere a Roma.
Privatizzate, privatizzate, perché "ce lo chiede l'europa". Poco conta che l'Italia stia morendo di sete o al rogo; l'importante è che le aziende private che ora stanno gestendo l'acqua riescano a lucrarci sopra fino all'ultimo centesimo.
Questo vuole l'europa con la sua spinta alla privatizzazione estrema: che l'Italia muoia di sete o bruciata.
Soprattutto, mi raccomando, ignorate pure la volontà espressa dagli elettori nel referendum del 2011. Passata la festa gabbato lu santo, eh? Ignorate pure che la popolazione abbia detto in quel referendum un chiaro e forte NO alla privatizzazione dell'acqua.
E ancora una volta sto gridando nelle orecchie sorde del popolo secondo cui "La rivoluzione fattela tu, io tengo famiglia". Nemmeno questo scempio basta a scatenare la scintilla, quella degli incendi che stanno devastando l'Italia ma non scollano un pelo dal culo all'italiota medio, basta che il suo orticello abbia da bere e non pigli fuoco!

mercoledì 26 luglio 2017

La Forza sia con te

Sì, proprio quella Forza: quella che costituisce il fondamento di tutto l'universo Guerre Stellari (spiacente: continuo e continuerò a usare la denominazione in italiano). Una cosettina puramente fantascientifica, senza alcun riscontro nella realtà di tutti i giorni; eppure, una di quelle cosiddette riviste "predatorie" che pur di far soldi pubblicano (a pagamento da parte dell'autore) di tutto e di più, tale MedCrave - del cui comitato di redazione, guarda caso, fanno parte anche i maggiori "medici" antivaccinisti che abbiamo qui in Italia: si noti il livello di questa sbrubblicazione... - ha pubblicato un articolo firmato da tale dottor Lucas McGeorge. E già qui... Il testo, che è stato ripreso papale papale da Wikipedia (pron. -pedìa e non -pìddia, per favore) parla dei "midi-chlorian" citati in qualcuno dei film. Cioè: una trollata bella e buona! Poi, sommersi da una valangata di perculate, l'hanno cancellato per la vergogna - ma non è l'unica puttanata che hanno pubblicato, né si tratta dell'unica rivista che adotta questo sistema.
Insomma, se date retta a riviste come MedCrave siete messi bene! Per ritenerle pubblicazioni scientifiche serie bisogna aver mandato in vacanza alle Maldive il neurone solitario.
Qui un vecchio articolo di BUTAC sulle pubblicazioni predatorie.
Esisteva anche una lista di questi editori avvoltoi compilata da Jeffrey Beall, ma giustappunto questi squali dell'editoria (pieni di soldi da fare schifo) l'hanno fatta rimuovere.
Comunque, si tratta di riviste che accettano lavori firmati da (udite udite) Maggie Simpson, Edna Krabappel, il già citato Lucas McGeorge... quindi la loro credibilità scientifica è meno di zero - anzi, costituiscono un danno! Le pubblicazioni scientifiche al mondo sono migliaia, e se una buona percentuale di queste pubblica puttanate tanto per mungere i loro autori a chi cazzarola si può credere riguardo alla scienza? Agli antivaccinisti, agli sciocchimisti, ai terrapiattisti, a quelli che le sparano grosse su anunnaki+rettiliani+arconti+...?
Ma per favore. Torniamo alle pubblicazioni serie, quelle che sottopongono ogni articolo alla lettura analitica da parte di comitati di esperti (esperti veri, non laureati in minchiologia applicata all'università di YouTube) prima di pubblicare!
Aggiornamento: Copia d'archivio della lista Beall. MedCrave è lì nel mucchio... (Trovo problematico aprirla con Firefox. Usate Chrome: la apre tranquillamente.)

martedì 25 luglio 2017

Torino e i menu, ahem, "vegani"

D'accordo, probabilmente il nome l'ha sparato la sindachessa(*) di Torino tanto per farsi pubblicità (anche negativa, già) - ma chiaramente i "giornalisti" hanno fatto di una mosca un elefan una bale un organismo di dimensioni planetarie.
Mi risulta che la citata sindachessa abbia stabilito che una volta al mese, nelle mense scolastiche, ci sia un menu composto di vegetali - tutti tipici piatti della cucina italiana: pasta al pomodoro, minestrone di verdure, pietanze a base di legumi, e via così. Ribadisco: potrebbe averlo definito "vegano", usando il termine più sbagliato che poteva inventarsi, oppure la parola potrebbe essere frutto della fantasia di qualche scagnozzo, ma da lì al concetto di "trasformare Torino in una città vegana" ci passa un abisso. Insomma, l'intento è buono: troppi bambini mangiano male, l'obesità infantile sta quasi raggiungendo i livelli merrrrregani, allora una volta al mese (una volta al mese, ribadisco) avranno un pasto un po' più sano e, sì, vabbe', senza apporto proteico di cui comunque stragodono gli altri giorni in cui mangiano in mensa. Però la questione è finita in mano agli organi di stUmpa, e apriti cielo. Ma "Torino città vegana" è una puttanata astronomica, per vari motivi:
- Innanzi tutto: una volta al mese i bambini si trovano un menu "vegano". E un vegano D.O.C., gli altri giorni del mese, cosa fa? Muore di fame perché può mangiare solo una volta al mese?
- Va anche detto che i vegani D.O.C. i tipici piatti vegetali italiani li rifiutano, per chissà quale esercizio di contorsione mentale. Un piatto di pasta al pomodoro? Bleah. Un'insalatona di verdure miste? Giammai! Una fagiolata? Per carità. Patate arrosto? Urka! Carote alla julienne? Ma neanche morti! Per il vegano D.O.C., solo piatti a base di prodotti di scarto dei prodotti di scarto dei prodotti di scarto dei prodotti di scarto (ripetizione deliberata) della lavorazione della soia, come tofu (che pare polistirolo) e seitan (che non riesco nemmeno a capire se ha un sapore), bacche di goji e altre emerite schifezze del genere che quando te le fanno a prezzo scontato ti costano 70 euro al chilo. Quindi non mangerebbero nemmeno quell'unica volta al mese!
Insomma: sparare i titoloni tiraclic per lucrare sulla boccaloneria dei webeti non è fare informazione. Sì, lo so, sto frustando il solito cavallo morto - ma davvero l'Italia ha un disperato bisogno di riavere organi di informazione degni di questo nome, non i soliti ciarraffoni che pensano soltanto a fare gli interessi degli sponsor!

(*) Mi rifiuto di declinare sindaco in quella orrenda maniera al femminile, e per tanti altri versi questa signora ancora non ha dimostrato di meritare la dignità del titolo neutro.

giovedì 20 luglio 2017

Canadair acchiappa-sub? Muuuu, muuuu

Ed è una bufala-zombi, riciclata ad infinitum fin da quando esistono i Canadair. Stavolta l'hanno riciclata riguardo agli incendi in Sicilia, con la variante (rispetto alla vecchia storiella) che il sub è sopravvissuto per raccontare una storiella mirabolante.
Ma quando mai.
Se qualcuno conosce bene i Canadair, sa che le bocchette di aspirazione dell'acqua hanno un diametro sui dieci centimetri. L'aereo struscia a 300 all'ora sulla superficie dell'acqua e la velocità è sufficiente a far sì che la cisterna si riempia in breve tempo; la "pancia" si apre solo per scaricare l'acqua sull'incendio - se provasse a caricare acqua dal portellone a quella velocità lo sderenerebbe, e magari finirebbe per schiantarsi. Possono finire nella cisterna dei pesci, e spesso ne sono stati trovati sul luogo dove un Canadair ha spento un incendio - ma dei sub? Suvvia! Eppure per fare clic e lucrarci sopra a spese della boccaloneria degli italioti webeti e analfabeti funzionali tutti i sistemi sono buoni, a quanto pare.
Puah.
A questo punto, una legge contro la monetizzazione delle notizie su web permetterebbe di vedere tutte queste bufale diminuire di numero - perché pubblicare una bufala se non si può lucrarci sopra?
Dettagli qui sul blog di David Puente, e qui su bufale.net.
Correzione: Documentandomi meglio, ho rilevato che le bocchette di aspirazione dei Canadair sono quadrate con un lato di 15 cm, e che ultimamente sono pure dotate di griglia - adesso neanche più i pesciolini si possono trovare dove un Canadair ha spento un incendio.

lunedì 17 luglio 2017

Breaksit

Gioco di parole in babig ostrol quella lingua là (lo ammetto, fatto alla cazzo di cane) tra break e brexit (altro termine, quest'ultimo, coniato alla vacca vigliacca). I britannici pensavano di spaccare il culo ai passeri con la loro uscita dall'europa (sempre con la minuscola d'obbligo) - ma il giocattolo s'è rotto (break=rompere), e l'intera faccenda sta esplodendo loro sul muso. Già dal referendum in poi si sono trovati con un'inflazione alle stelle e gli stipendi che sono rimasti lì bloccati. Mi ricorda qualcosa... ma noi è da anni che viviamo in questa situazione, i britannici se la sono appena trovata tra capo e collo. La sterlina ha perso valore quasi di botto sia sull'euro che sul dollaro, il che vuol dire penalizzare le importazioni e costringere aziende a delocalizzare (guarda un po' dove: in Cina, dove se no?) per poter rimanere a galla; in più, i vari lavoratori esteri che fungevano quasi da schiavi lì, accollandosi tutti i lavori che il britannico medio con la sua puzza sotto il naso non svolgerebbe mai, stanno pensando bene di abbandonare il paese.
Bel casino già di suo; ora però rischiano di aggravarlo pesantemente con la loro fretta e la loro incapacità di gestire la loro uscita-sbattendo-la-porta. Il primo ministro, ovvero, la prima ministronza, che tra l'altro alle ultime elezioni s'è giocata la maggioranza in parlamento (e vabbe', cazzi suoi), vorrebbe un'uscita senza se e senza ma, senza compromessi con l'europa. Ma l'europa ha dieci volte o giù di lì la potenza economica che hanno i britannici! Così, puf, senza un piano, si ritroveranno anche una sostanziosa penale tra capo e collo, poi dovranno gestirsi da soli le dogane e le rotte commerciali aeree, si ritroveranno con la sterlina sempre più in caduta libera, l'inflazione raggiungerà livelli astronomici, la gente s'indebiterà fin dentro al buco del culo e dovrà stringere la cinghia... davvero ben fatto, cari britannici.
Già. I britannici (coadiuvati dagli slurpaculo di casa nostra, che vanno berciando sugli effetti positivi della brexit da mo' e farebbero tanto meglio a occuparsi dei propri affaracci da italioti medi che sono) ritenevano che puf, via dall'europa da un giorno all'altro sarebbero diventati la maggior potenza economica del mondo, più di merrrregani, russi, cinesi e indiani messi insieme. Poveretti: adesso si stanno rendendo conto che sono su un carretto senza freni diretto verso il baratro, in una corsa in cui sono perfino riusciti a sorpassare l'Italia.

venerdì 7 luglio 2017

Hanno ucciso i festival

Il ministero fascista (e uso la parola a ragion veduta) ha deciso di dare un giro di vite riguardo all'organizzazione di festival e altri eventi del genere. Noooo, non è che li abbia vietati tout court: ma, a seguito di quello che è avvenuto in piazza San Carlo a Torino per la coglioneria di quattro ragazzotti idioti che si sono divertiti a seminare panico, adesso per organizzare un festival bisogna adeguarsi a una serie di normative assurde e castranti che nemmeno in korea del nord. Siamo praticamente alla definizione di assembramento=2 persone che vigeva all'epoca di quell'altro fascismo.
Cioè: apro rassegne stampa locali e nazionali di tutta Italia e leggo che il tale evento è stato annullato per mancanza di requisiti secondo le nuove normative, che nel talaltro posto hanno dovuto spostare una manifestazione da un paese a un altro sempre per via di tutti quei casini burocratici, che gli organizzatori di quel tale festival hanno gettato la spugna e non lo organizzeranno mai più. Insomma, se chi organizza eventi deve partire con due anni d'anticipo e smenarci milionate a pacchi da cento per riuscire a mettersi in regola con quello che s'è inventato il regime fascista proprio con lo scopo di castrarli in partenza, nessuno organizzerà più eventi culturali in Italia - il che è proprio quello che desidera il regime fascista.
Ho la vaga sensazione che nemmeno questo basterà, ormai, a trasformare questo popolo di pecoroni belanti in un branco di lupi...

lunedì 3 luglio 2017

Asteroidi e organi di stUmpa

Riporto papale papale un titolo apparso su una di quelle testate (nei coglioni) che vogliono definirsi serie e che invece, come ormai da innumerevoli esempi riportati qui e altrove, si rivelano degli sparaballe a nastro solo per attirare clic - solo che in questo caso hanno fatto mostruosamente fiasco anche in questo.
«La Terra riischia di essere distrutta da unsteroide», la rivelazione choc
(Testuale, parola per parola, compreso il "riischia" con due i)
Yuppiiiiiii, abbiamo appena scoperto una nuova categoria di corpi celesti: gli "unsteroidi"!
Ma che cazzarola fritto è un "unsteroide"? Una raccolta di bufale gonfiate a steroidi?
Qualcuno mi dirà: sì, vabbe', è un volgare Orrore di stUmpa.
Col cazzo. L'articolo è pure stato aggiornato mantenendo la parola "unsteroide" così com'è, e in più hanno ripubblicato (sì, successivamente) lo stesso titolo perfino con lo stesso "riischia" sul Cinguettatore Folle.
Questo è il "giornalismo" moderno, gente. Poi si lamentano che perdono clienti? Chi è causa del suo mal pianga sé stesso!

Approfondimento (più che altro con immagini e il nome di quella testata-sempre-lì) in questo articolo del Disinformatico.

venerdì 30 giugno 2017

Scoperta dell'acqua calda

Questa mi è stata segnalata dai miei amici della Valle d'Aosta.
Dunque, l'antefatto: qualche giorno fa un bambino è morto annegato nella piscina comunale (è inutile che diate la caccia ai colpevoli: s'è trattato di una pura fatalità). Comunque, è partita la procedura di legge che prevede l'autopsia, niente di che. Risultati dell'autopsia: si evince chiaramente che il bambino abbia lottato fino all'ultimo contro la morte. Banale (ma vitale) istinto di sopravvivenza, no?
Eppure, l'esistenza dell'istinto di sopravvivenza, per i "giornalisti" locali, sembra un fatto totalmente stupefacente! Tutte le testate (nei coglioni) locali hanno pubblicato titoloni "Bimbo annegato in piscina ha provato fino all'ultimo a salvarsi" e altre su questa falsariga ipersensazionalistica - ma io a questo punto vorrei vedere loro se, trovandosi in pericolo di vita, non le proverebbero tutte per riportare la pelle a casa! Cioè, perfino un batterio quando si trova in pericolo di vita cerca di salvarsi!
Bah. Ormai l'informazzzzione (4 z d'obbligo) da noi è solo più una gara a chi tira più clic. Come cazzo si fa a fidarsi ancora di "giornalisti" che confondono un fatto assolutamente naturale con un evento incredibilissimevolmente (!) straordinarrrrrrio? Tra un po' vedremo il titolone "Scoperta incredibile! Trovato essere umano che respira!".

giovedì 29 giugno 2017

Dittatori e organi di stUmpa

Non passa giorno in cui non ci si scontri con la sempre maggiore cialtroneria delle nostre testate (nei coglioni).
Notizione riportato, ancora una volta, da troppe testate (sempre lì) che vorrebbero farsi considerare serie e invece si sono ridotte a semplici tiraclic/odiens/vendite.
"Uomo di 128 anni sostiene di essere Hitler"
Grasse risate. Secondo questa notiz bufala un tal Herman Guntherberg, arzillo vecchietto di 128 anni che vive in Argentina, sosterrebbe di essere in realtà il cazzone nazista vivo e vegeto, in incognito.
Pfffff.
I nostri cari organi di stUmpa, oltre a vedere alieni dove non ci sono, hanno preso la notizia papale papale da un sito merrrregano che si chiama World News Daily Report, che in pratica è il Lercio di quelle parti - e non si sono nemmeno presi briga di leggere la pappardella sulle responsabilità di quel sito, dove si afferma chiaramente e senza mezzi termini la sua natura satirica:
World News Daily Report assumes all responsibility for the satirical nature of its articles and for the fictional nature of their content. All characters appearing in the articles in this website – even those based on real people – are entirely fictional and any resemblance between them and any person, living, dead or undead, is purely a miracle.
Tradotto in italiano:
WNDR si assume tutte le responsabilità per la natura satirica dei propri articoli e per il loro contenuto puramente di fantasia. Tutti i personaggi che appaiono negli articoli di questo sito, anche quelli basati su persone reali, sono totalmente fittizi e ogni somiglianza tra loro e qualunque persona viva, morta o non-morta, è puramente casuale.
Cioè, ci manca poco che prendano per veri pure gli articoli di Lercio!

Sbufalato qui da BUTAC, e qui da Bufale.net.

mercoledì 28 giugno 2017

Solita solfa sulle statistiche

Ribadisco cosa ne pensava Trilussa:

Sai ched'è la statistica? È 'na cosa
che serve pe' fa' un conto in generale
de la gente che nasce, che sta male,
che more, che va in carcere e che sposa.

Ma pe' me la statistica curiosa
è dove c'entra la percentuale,
pe' via che, lì, la media è sempre eguale
puro co' la persona bisognosa.

Me spiego: da li conti che se fanno
seconno le statistiche d'adesso
risurta che te tocca un pollo all'anno:

e, se nun entra ne le spese tue,
t'entra ne la statistica lo stesso
perché c'è un antro che ne magna due.


Aggiungo il link a quello che ne pensa il Rockpoeta®, qui, in termini più crudi ed espliciti. (La sua poesia è molto più lunga di quella di Trilussa, quindi non fate i pelandroni: cliccate su quel link...)

Quindi: vogliamo tornare a vivere una vita migliore? Passo numero uno: abolire quell'ente mangiasoldi inutil dannoso che è l'ISTAT. Ente secondo cui siamo tutti ricchi e felici, quando in realtà siamo alla disperazione e stiamo raschiando il fondo del barile. Ente secondo cui l'occupazione è in aumento (sì, dello "zero virgola" di cui parla Daniele) quando ormai trovare un lavoro che non sia precariato a vita pagato a vàucer è un'utopia irrealizzabile. Ente secondo cui l'inflazione annuale è sul 4% o giù di lì, quando i prezzi al consumo di qualunque cosa crescono dal 15% al 20% da un anno all'altro - mentre gli stipendi (dei pochi che ancora hanno un lavoro) restano al palo quando addirittura non calano. È evidente che le statistiche servono soltanto ai potenti di turno per rigirarsela a loro favore; è altrettanto evidente che, oltre a poter dire quello che si vuole coi numeri, i sondaggi sono già tarati a monte per fornire il risultato desiderato (tutte le voci contrarie vengono tagliate via, meno una piccola percentuale lasciata lì per dimostrare la "pluralità" delle voci; oppure, come avviene più spesso, il campione statistico viene già preselezionato).
Allora, smettiamola di pagare compensi milionari agli alti dirigenti dell'ISTAT, smettiamola anche di dar retta a statistiche false come una banconota da 80 euro, aboliamo questi enti benefici come un cactus in culo, e ricominciamo a valutare i dati reali. Solo così ci sarà una microscopica speranza di riuscire a venir fuori dal baratro in cui le stesse statistiche hanno dato un notevole contributo a farci finire.

martedì 27 giugno 2017

Alieni e organi di stUmpa

Titoloni dei nostri carissimi organi di informazzzzione con 4 z:
- repubblica: Anonymous: "La Nasa sta per annunciare l'esistenza degli alieni"
- tgcom24: Anonymous, "Gli alieni esistono e la Nasa è vicina allʼannuncio"
- corriere della sera: «Gli alieni esistono», Anonymous anticipa la Nasa (ma stiamo calmi)
(Tutte le minuscole sono volute, ovviamente.)
E parecchie altre testate che dovrebbero essere serie, e invece sono diventate dei puri tiraclic, tanto per fare profitto profitto profitto alla faccia dell'informazione seria. Come cazzo si fa ancora a fidarsi di quello che dicono le agenzie di stUmpa da noi?
No, nella maniera più assoluta: la NASA non sta annunciando un bel tubo di niente. No, Anonymous non c'entra una beata fava. Era solo un webete mitomane che ha pensato bene di fare un bel video su YouTube (che sta diventando una discarica piena di melma putrida, nonostante le sue intenzioni originarie) con un'interpretazione farlocca delle parole di uno dei direttori dell'agenzia spaziale, Thomas Zurbuchen, che sì, parla di scoperte importanti, ma non legate alla vita extraterrestre, e che segni inconfutabili dell'esistenza della medesima ancora non sono stati trovati. Le sue parole erano esplicite, dirette, difficilmente interpretabili a cazzo di cane - eppure i nostri "giornalisti" ci sono riusciti! No, di alieni manco l'ombra, ma di alienati, soprattutto negli organi di stUmpa (per non citare i webeti boccaloni che leggono notizie del genere e ci cascano con tutte le scarpe) ne abbiamo a gogò.
Approfondimenti in questo articolo sul Disinformatico.

lunedì 26 giugno 2017

Niente terrorismo qui da noi: perché?

Accordi inverosimili tra il governo e i terroristi? Naaaa.
La mafia che ci protegge? Ma quando mai.
Non attaccheranno mai i loro fornitori d'armi? Divertente, ma non regge: il mondo intero fornisce armi a quei bastardi.
La realtà, come ho già avuto modo di dire, come hanno detto altri, è molto ma molto più semplice; la riporto di nuovo perché alla fin fine anche una testata straniera mi ha dato ragione. L'articolo è su The Guardian (se vi va di leggerlo in quella lingua là: mi mancano il tempo e la pazienza per tradurlo), una testata seria, non come quel daily mail che raccoglie bufale pressappoco come i "giornali" italiani. Possiamo sentirci rassicurati - non dal fatto che questa conferma sia stata pubblicata da The Guardian, ma dalla situazione in sé. Ripeto per l'ennesima volta: le nostre forze dell'ordine, allenate da fin troppi anni di brigate rosse e altri stronzi del genere, ha sempre le antenne molto dritte nei riguardi di possibili attentatori.
Aggiungerei un'altra cosa, riallacciandomi ai miei sospetti su tutto quello che non quadra riguardo a questa ondata di terrorismo: magari il "governo" si presterebbe a questa strategia del "manteniamo il popolo nella paura così possiamo eliminare i loro diritti", ma le forze dell'ordine non sembrano di quell'idea. Anche perché il nostro "governo" non ha nessun bisogno di un terrorismo montato ad arte per cancellare i nostri diritti: ci riesce benissimo con altri metodi.

mercoledì 21 giugno 2017

In quale abisso stiamo precipitando?

Davvero.
Racconto una piccola esperienza personale di qualche settimana fa - l'avrei lasciata nel dimenticatoio, ma altri hanno avuto esperienze analoghe, così questa la userò come esempio per tutte.
Dunque: dovevo fare un lavoretto edile del cazzo a casa mia, e non sono un muratore; quindi, cosa faccio? Chiamo un'impresa che più o meno conosco. L'impresario arriva, valuta, mi fa un preventivo, io lo accetto e lui mi dice che il giorno dopo sarebbero arrivati i suoi operai a farmi quel lavoretto - lavoro, appunto, da una giornata pure prendendosela comoda. Il giorno successivo arrivano appunto gli operai, stanno lì, girano come anime in pena per un'ora (e io a chiedermi che cazzo aspettassero a iniziare il lavoro), poi uno di loro mi si avvicina e mi fa: "Ecco, vede, noi non possiamo iniziare il lavoro."
"E perché?" chiedo io, totalmente perplit perplimut perplesso.
"Vede, lì c'è quella scopa che andrebbe spostata; se lei non la sposta, noi lì non possiamo lavorare."
Devo averlo guardato come se venisse da un'altra galassia. Mi montano i fumi alle orecchie e sbotto: "Ma per una cazzo di scopa voi siete rimasti qui a cazzeggiare per un'ora? Ma non avete abbastanza mani per spostare una merdosissima scopa? Forza, datevi da fare, che il vostro capo non vi paga per star lì a guardare una fottutissima scopa!"
"Non è responsabilità nostra spostare quella scopa." replica lui serafico.
Risultato: a mezzogiorno ancora non avevano mosso un sassolino. Al che io chiamo l'impresario, e senza mezzi termini gli dico: "Vieni a riprenderti questi cazzoni dei tuoi operai e poi sappi che ti annullo il lavoro." E di fronte al suo perplimagg al suo perplimiment alla sua perplessità gli spiego per filo e per segno la faccenda della scopa.
Dieci minuti dopo piomba lì a casa mia con la barba che gli fuma; prende da parte quei cazzoni e rifila loro una spazzolata da farli uscire gobbi, poi mi dice: "Va bene, questi oggi se ne vanno a casa con la giornata non pagata. Domani ti mando un'altra squadra."
Accetto questo compromesso. Il giorno dopo, in effetti, arrivano altri operai. La scopa è volutamente rimasta lì dove si trovava; non so se l'impresario abbia raccomandato a questa squadra di non creare casini inutili; fatto sta(1) che questi operai prendono quella scopa, la mettono di lato e danno celermente il via ai lavori.
Cioè: un giorno perso per la sempre maggior cazzoneria della gente? Vista la figura di caccamerda e il rischio corso di perdere un cliente (e vabbe', un clientino, non un clientone; ma tant'è) l'impresario mi ha pure fatto uno sconto; ma di rincoglioniti del genere in giro ne vedo (o sento parlare di loro) sempre di più. Riporto la domanda del titolo: in quale abisso stiamo precipitando?

(1) E non come scrivono i webeti ignoranti come delle scarpe "fattostà"

martedì 20 giugno 2017

"Ius soli"? Non diciamo stronzate

Poche parole su un argomento fin troppo caldo.
"Ius soli"? A me sembra una puttanata cosmica.
Dare la cittadinanza italiana così, solo perché qualcuno è nato sul suolo italiano? No, decisamente no. Il neonato può averla solo se almeno uno dei due genitori ha già la cittadinanza italiana; ma anche lì bisognerebbe prestare attenzione a come penserà di sfruttarla, quella cittadinanza. Se nessuno dei genitori è cittadino italiano, allora nisba.
Perché questa presa di posizione così dura da parte mia? Semplice. La cittadinanza non viene concessa così; bisogna guadagnarsela, rispettando certi prerequisiti: un certo numero di anni di permanenza sul suolo italiano, manifesta volontà di integrarsi con la popolazione del posto, una posizione stabile. Perché dovrebbe andare in un altro modo per i neonati? Siamo già abbastanza morbidi così; che questa gente provi a ottenere la cittadinanza in Australia, per citarne una! Se ammorbidiamo ulteriormente la questione aggiungendovi questa menata dello "ius soli", rischiamo un caso che potrebbe diventare tipico: un neonato si becca la cittadinanza, la famiglia sparisce dalla circolazione e quel neonato una volta adulto piomba qui da noi ad accampare pretese che non gli possono essere negate - magari senza pronunciare mezza parola in italiano, magari con la pretesa di non rispettare neppure le leggi con la scusa che non le conosce.
Sono troppo duro? Forse. Ma chiedetevi quanto siano basse le probabilità di non trovarsi mai un caso del genere. "Ius soli"? Lasciamo perdere.

lunedì 19 giugno 2017

Criminalità in calo: ma davvero?

Così dice il ministero. Sì, perché la gente denuncia di meno, ergo il crimine è in calo.
Tsè.
In realtà il crimine è in forte aumento. Anche nei posti una volta più tranquilli ora la gente deve sprangarsi in casa con le porte chiuse a chiave e ha paura di uscire alla sera; le ragazze temono anche di attraversare una piazza affollata; furti, rapine, stupri, spaccio di droga, tutto decisamente in aumento. Ma perché la gente non denuncia?
Hah. Qui è facile. La gente ha paura proprio a denunciare i criminali. Denunci uno, il giorno dopo lo ritrovi libero e viene a corcarti di mazzate soltanto perché hai osato denunciarlo? La gente avrebbe bisogno di sentirsi protetta da uno stato che invece sembra teso a difendere i criminali! La gente vorrebbe poter denunciare un ladro, uno stupratore, un qualunque criminale e vederlo sbattere in galera subito se non ancora prima: certezza assoluta della pena, tempi processuali brevi (e basta coi 3 gradi di giudizio: due bastano e avanzano, e devono svolgersi nel più breve tempo possibile) e sorveglianza speciale nei riguardi di chi ha finito di scontare la pena al fine di evitare che cerchi di vendicarsi di chi l'ha denunciato! Solo così si avrà un vero calo della criminalità: chi si dà al crimine deve sapere, fin dal principio, che prima o poi lo stato gli volerà addosso e lo punirà. Solo così il dato sul calo delle denunce rifletterà davvero la situazione.
(Ma chi voglio prendere in giro? L'Italia sarà sempre una volta di più il paradiso dei criminali - finché la gente non finirà per farsi giustizia da sola, ma questo trasformerà l'Italia in qualcosa di peggio del far west.)